Flex Respiratory - Boehringer - settembre 2021

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Gestire il pastone: uno sforzo che ripaga

Per molti allevamenti di suini all’ingrasso, il pastone di granella rappresenta il maggior componente della razione. Principalmente è una fonte di energia, ma contiene anche proteine e micronutrienti. Assicurarsi che nel trogolo arrivi la massima quantità e qualità di quanto si è portato a casa è fondamentale per tenere sotto controllo la redditività dell’azienda, specialmente quando i costi delle materie prime salgono.

 

Pastone di granella allevamento suino


Come si salvaguardano la quantità e la qualità di un insilato? Tramite accorgimenti che facilitino le corrette fermentazioni: in questo modo la perdita di sostanza secca è minimizzata e la proliferazione di lieviti e muffe tenuta sotto controllo.

 

In una fermentazione di successo i lattobacilli naturalmente presenti sulla pianta convertono gli zuccheri in acidi grassi volatili, favorendo l’abbassamento del pH.


Il pastone di mais presenta caratteristiche uniche: ottenuto dalla macinazione della granella con un’umidità compresa tra il 30 e il 35%, è ricco di amido, ma in realtà possiede un basso livello di zuccheri solubili, rendendo difficile una completa acidificazione.


Stabilità aerobica e perdita di SS


Questa è una problematica che spesso si incontra al desilamento. Quando il silo viene aperto l’ossigeno penetra nei primi strati della massa riattivando alcuni microrganismi, quali lieviti e muffe. Questi riprendono il loro metabolismo, consumando ingenti quantità di sostanza organica, provocando il rialzamento del pH e favorendo così la crescita di altri microrganismi indesiderati, quali enterobatteri e clostridi.

 

Il segno visibile dell’instabilità aerobica è il calore: il pastone viene letteralmente digerito. Effetti visibili sugli animali di un pastone instabile sono il calo di ingestione o un’ingestione irregolare e, a volte, l’aumento di problemi sanitari, come le morti improvvise.

 

Un aspetto molto importante legato alla stabilità aerobica di un insilato è la sua densità: più un pastone è compatto, minore sarà la penetrazione di ossigeno. È stato stimato che il livello ottimale di densità è di 720 kg di sostanza secca per m3 (UWEX, 2015).


Il ruolo della densità


Uno studio condotto da Lallemand Animal Nutrition Italia nel 2017 ha portato alla luce come vari aspetti della gestione dell’insilato si riflettano nel prodotto finale.

 

Il primo aspetto considerato è stato la densità (dipendente da compattamento, granulometria, dimensioni della trincea, ecc.), che ha un impatto sulla stabilità aerobica: più elevata è risultata la densità e minore era la temperatura media del pastone al desilamento (p < 0,05). Inoltre, all’aumentare della densità diminuiva la differenza di temperatura tra la parte alta e la parte bassa della trincea (p < 0,01). La parte alta della trincea ha una densità inferiore rispetto alla parte bassa (p < 0,05), di conseguenza anche una temperatura media più elevata, data da una maggiore instabilità aerobica.

 

La densità è quindi un elemento chiave, ma ottenerla non è scontato: delle 29 trincee considerate durante lo studio solo 3 avevano una densità ottimale. Per evidenti ragioni pratiche, diverse misurazioni discusse precedentemente possono essere effettuate solo in trincea, ma i principi e tutte le implicazioni si applicano anche al pastone conservato nei silos verticali.


Effetto stagionale e dimensione delle trincee


Quando si misurano le temperature dell’insilato deve essere considerata anche la temperatura ambientale: in estate le temperature sono mediamente maggiori. Tuttavia, sempre dallo studio del 2017, la temperatura delle trincee è sembrata essere legata anche alla dimensione delle trincee stesse, da cui dipende la capacità di disperdere calore.

 

In inverno il differenziale di temperatura tra la parte bassa e la temperatura ambientale era numericamente maggiore nelle trincee che avevano un’altezza massima e una superficie del fronte maggiori. Ciò indica che le trincee più grandi tendono a dissipare il calore più lentamente. Questo deve essere tenuto in considerazione durante la valutazione delle trincee invernali.


Compattare bene e tenere d’occhio la temperatura. Cos’altro possiamo fare?


L’utilizzo di additivi microbiologici (inoculi) per migliorare le fermentazioni e di conseguenza la conservabilità degli insilati è una pratica ormai consolidata. La scelta di un inoculo di alta qualità (concentrazione batterica, ceppi selezionati, elevata vitalità dei batteri) può essere un tassello importante per rendere il pastone un investimento più vantaggioso.

 

Un esempio pratico lampante arriva dalla prova effettuata l’anno scorso da Lallemand Animal Nutrition in un allevamento commerciale nel Nord Italia: durante la raccolta del mais da pastone sono stati prelevati dei campioni, successivamente chiusi in mini-silo ovvero in secchi di plastica sigillati ermeticamente, il cui contenuto è stato pressato per simulare la densità ottenibile in trincea.

 

Metà dei campioni sono stati trattati con un inoculo specifico per pastone di granella (vedi riquadro), mentre il Controllo non ha ricevuto alcun trattamento. Dopo 30 giorni di insilamento i secchi sono stati aperti e il contenuto esposto all’aria per 6 giorni consecutivi. Innanzitutto la temperatura (vedi figura 1): dopo solo 48 ore il pastone non trattato ha iniziato un incremento della temperatura che lo ha portato a toccare i 50° C, per poi rimanere sempre al di sopra dei 40° C. Invece, il pastone trattato ha mantenuto una temperatura stabile.

 

variazione temperatura con inoculo Lallemand pastone mais

Figura 1. Variazione delle temperature di un pastone di granella (a 30 giorni di fermentazione) durante i 6 giorni di esposizione all’aria: è evidente il ruolo dell’inoculo Lallemand nel controllare le temperature, quindi la stabilità aerobica, dopo l’apertura del silo. L’esponenziale incremento di temperatura nel Controllo è indice di intensa attività di microrganismi indesiderabili (lieviti e muffe).


Come menzionato, le temperature elevate sono la conseguenza dell’attività di microrganismi, spesso indesiderati: in presenza di ossigeno muffe e lieviti si attivano, alzando il pH del pastone e aprendo la porta a ulteriori problematiche. Tutto questo consumando sostanza secca e quindi anche sementi, fertilizzanti, ore di irrigazione, diesel, ecc.

 

Nella figura 2 vediamo la differenza osservabile dopo 30 giorni di fermentazione nei mini-silo e 6 ore di esposizione all’aria in termini di lieviti, muffe e perdita di SS tra i campioni trattati e quelli di controllo. La superiore qualità della fermentazione offerta dall’inoculo rimane visibile anche dopo l’apertura, facilmente misurabile grazie a una riduzione della concentrazione dei microrganismi indesiderati.

 

riduzione muffe e lieviti con inoculo Lallemand

Figura 2. L’inoculo Lallemand limita visibilmente la proliferazione di muffe e lieviti. Il numero di Unità Formanti Colonie (UFC) è drasticamente ridotto nel pastone trattato. La riduzione di sostanza secca, sempre presente per inevitabili perdite dovute alla conservazione, è però sensibilmente contenuta nei campioni trattati, in quanto il pastone non viene consumato dal metabolismo di organismi indesiderabili. 

 

Il risultato è un risparmio di quasi il 4% di SS. In un allevamento commerciale questo si traduce rapidamente in quintali e quintali di pastone in più da poter sfruttare.


Conclusioni


La realizzazione del pastone richiede risorse sia di tempo che economiche. È un eccellente alimento che, se conservato correttamente, può seriamente aiutare a controllare i costi di alimentazione.

 

La gestione in questo senso è fondamentale: elevata densità per ridurre la penetrazione dell’ossigeno nella massa insilata e un inoculo per ridurre le perdite di SS e proteggere la salubrità dell’alimento


Per una guida più approfondita sulla gestione ideale dell’insilato si raccomanda di visitare il sito https://qualitysilage.com/it/ interamente disponibile in italiano. Qui è possibile trovare tantissime risorse gratuite con informazioni e consigli che coprono tutte le fasi di insilamento, dalla raccolta al desilamento.

Magniva Platinum 2 Lallemand

 

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