Crefis: preoccupa a febbraio la redditività della suinicoltura


Scende la redditività della suinicoltura italiana. A febbraio l'indice Crefis segna -2,8% rispetto al mese precedente, fermandosi a valori che non si registravano dal 2016. Ma soprattutto si deve sottolineare il -17% a livello tendenziale, cioè rispetto al febbraio 2018, un dato dunque non influenzato da fattori stagionali e contingenti. Anche se è vero che la redditività era decisamente positiva lo scorso anno, il calo è veramente molto significativo.

A pesare sulla perfomance economica degli allevamenti è stato il mercato dei suini da macello. A febbraio, i prezzi dei capi pesanti destinati alle produzioni tutelate hanno continuato a diminuire, raggiungendo i 1,238 euro/kg, con un calo del 3,1% rispetto a gennaio (variazione congiunturale) e del 19,2% rispetto all'anno scorso. Ma sempre a febbraio sono scese anche le quotazioni dei suini da macello destinati al circuito non tutelato, tanto che il prezzo medio mensile degli animali di peso 160-176 kg è stato pari a 1,140 euro/kg (-2,4% rispetto a gennaio).

I prezzi in discesa dei suini da macello hanno favorito, dal lato dei costi, l'industria di macellazione. Un andamento mostrato dall'indice Crefis di redditività che a febbraio sale del 2% su base congiunturale e del 7,4% su base tendenziale.


E questo nonostante il momento negativo del mercato dei tagli freschi. A febbraio sono infatti diminuiti i prezzi delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni tipiche, arrivando a 3,730 euro/kg, e cioè -1,8% rispetto al mese precedente, ma soprattutto -27,7% rispetto all'anno precedente. È scesa anche la quotazione della coscia fresca pesante destinata a produzioni non tipiche, scambiata a febbraio a 3,170 euro/kg (-0,9% la variazione congiunturale e -16,8% la variazione tendenziale). Calano infine i prezzi dei lombi freschi, con valori medi mensili arrivati a 3,050 euro/kg per il taglio Padova (-1% la variazione congiunturale).

Sempre a febbraio scende ulteriormente la redditività della stagionatura di prosciutti. In termini congiunturali, la redditività del Parma Dop pesante è diminuita dell'1,8%, arrivando a mostrarsi al livello più basso da quando l’indice viene calcolato (aprile 2012). Una fase negativa mostrata pure dalla variazione tendenziale, pari a -16,4%. Redditività in calo anche per i prosciutti pesanti non tipici: indice Crefis a -5,1% a febbraio (-8,8% la variazione tendenziale).

In un contesto di redditività comunque straordinariamente basse, il gap rimane a favore del prodotto Dop (+4,7%), così che a febbraio è stato più redditizio produrre prosciutti pesanti destinati al circuito tutelto rispetto a stagionare prosciutti non tipici.


Uno sguardo infine al mercato delle cosce stagionate. A febbraio il prezzo del Prosciutto di Parma pesante è arrivato a 8,600 euro/kg, il che significa -2,3% rispetto a gennaio e -16,4% su febbraio 2018. In discesa anche i prezzi dei prosciutti stagionati pesanti destinati a produzioni non tipiche, con valori giunti a febbraio a 6,113 euro/kg; un tale valore, oltre a mostrare un -15,4% a livello tendenziale, risulta essere il più basso da ottobre del 2013.